Smart brand. Il prevedibile boom della Voice Technology

Cento milioni entro la fine del 2018, duecentoventicinque milioni entro il 2020.

Sono, rispettivamente, il numero di smart speaker installati in tutto il mondo e quello degli utenti che li utilizzeranno, secondo Canalys. Gli Stati Uniti sono il mercato principale (in America, del resto, questa tecnologia è già da anni economica e molto disponibile), ma il Paese con il maggior potenziale è la Cina, seguita da Regno Unito, Germania e Corea del Sud. 

Per provare a capire il - prevedibile - boom della Voice Technology, bisogna andare ben oltre il business delle case intelligenti, facendo due passi in avanti.

Il primo: accettare il fatto che i giganti del tech - Amazon, Google, Apple in ordine di market share - sono da tempo al lavoro per offrire i propri servizi vocali a una gamma sempre maggiore di settori. Le applicazioni, dall'ecommerce allo styorytelling, possono essere davvero le più varie; c'è anche chi, come National Geographic, ne ha fatto un metodo di cura. Insomma, i vari Echo, Home e HomePod sono destinati all'onnipresenza.

canalys-smart-speaker

Il secondo: rendersi conto che, grazie ai progressi degli ultimi anni, l'Artificial Intelligence ha permesso ai brand di integrare le piattaforme di comunicazione ormai divenute tradizionali (siti web, social media, newsletter) con strumenti capaci di interagire autonomamente con gli utenti. Per esempio? I chatbot. Veri e propri portavoce dei brand, per i quali - dopo anni di sperimentazione - è giunto il momento di crescere.

Man mano che i brand diventano delle entità, hanno bisogno di mostrare un’identità sempre riconoscibile. E la tecnologia, in questo, viene in loro aiuto: benvenuti nell’era degli Omnibot. Di conseguenza, è ormai impensabile sviluppare un’User Experience senza l’impiego dell’Artificial Intelligence. E la Voice Technology è la quintessenza di tutto ciò. Le persone, da oggi in poi, pretenderanno di ricevere risposte immediate alle proprie domande; domande poste direttamente con la propria voce.

È innegabile che questo scenario abbia anche delle ombre. Come sottolineato dai Lovie Talks 2018, gli smart speaker da un lato rendono il mondo un posto migliore in cui vivere, ma dall'altro distorcono silenziosamente la nostra percezione della realtà (sembra che la prima richiesta di moltissime persone ai loro device sia ... "Mi ami?").

I brand devono dunque cogliere le opportunità della tecnologia per fornire esperienze in linea con le aspettative degli utenti. E devono farlo ora che la curva di adozione comincia a crescere. Se vogliono diventare smart, insomma, devono costruirsi, letteralmente, una voce.